Da dove arriva il caffè? Ecco quali sono i più grandi produttori al mondo

Quando si parla di caffè, si pensa immediatamente all’America Latina.

Non è un errore, perché il Brasile è il principale produttore sin dall’inizio del 1800, però negli ultimi anni la coltivazione si è allargata a una cinquantina di Paesi, collocati tra Sud e Centro America, Africa e Sud-Est Asiatico.

Il Brasile vanta una produzione annua che oscilla tra i 50 e i 60 milioni di sacchi, principalmente di qualità Arabica. Il Vietnam si assesta sui 30 milioni di sacchi l’anno, per la maggior parte di qualità Robusta, mentre la Colombia produce 15 milioni di sacchi. Importanti, anche se con raccolti molto inferiori, sono Indonesia, Etiopia, India, Messico, Honduras, Uganda e Guatemala.

Vediamo ora quali sono i principali produttori di caffè al mondo!

Qualità e territori

La qualità arabica è originaria dell’Etiopia, ma, come il nome suggerisce, è la penisola araba che ne introduce l’infusione in acqua bollente. Si tratta della varietà più pregiata, ma anche la più delicata. Richiede un terreno montuoso e un clima molto umido. È generalmente coltivata nella fascia tropicale di America Latina e Africa. e copre il 70% della produzione mondiale di caffè.

L’altra varietà, che arriva a coprire quasi tutto il restante 30%, è la Robusta, una pianta molto resistente agli sbalzi climatici e al terreno di coltivazione, potendo quindi avere successo anche in zone inadatte alla varietà arabica. Le coltivazioni di Vietnam, Indonesia e India ne sono un chiaro esempio.

Oggi c’è grande attenzione alla qualità del prodotto acquistato, e non solo per motivi di gusto, anche se questo rimane un fattore di scelta importantissimo.

Da quando l’eco-sostenibilità e gli alimenti BIO ed equo solidali hanno fatto la propria comparsa, anche nella GDO sono diventati reperibili caffè meno mainstream, come quelli guatemaltechi e honduregni, permettendo al consumatore di caffè di evolvere verso lo stato di conoscitore.

Leggi anche il nostro articolo sulle varietà di caffè

Etiopia – la terra da cui tutto è cominciato

La pianta di caffè (Coffea arabica) è originaria della zona tropicale dell’Africa Orientale. L’Etiopia è identificata come suo paese natale, con le prime testimonianze risalenti al IX secolo.

Il clima e gli altipiani assicurano l’habitat naturale per la varietà più delicata e pregiata di caffè, rendendo l’Etiopia ancora oggi uno dei principali produttori ed esportatori (ottima sesta posizione), con una raccolta che avviene ancora a mano.

La produzione di caffè è una voce molto importante del prodotto interno lordo etiope, nonostante, come altri paesi con produzioni intense, lo Stato cerchi di bilanciarla con altri proventi, soprattutto manifatturieri.

Metà della produzione viene inviata verso i paesi europei, per torrefazione e consumo.

Brasile – qualità e quantità

Al contrario di quello che si può pensare, la coltivazione del caffè in Brasile è avvenuta in tempi abbastanza recenti (fine XVIII secolo), rispetto alla produzione africana e quella del Centro-America.

Leggenda vuole che un avventuriero Portoghese, studiato l’habitat ideale per la varietà arabica, fosse intenzionato ad avviare la produzione, acquistando dei chicchi dal governatore della confinante Guyana Francese. Al rifiuto del diplomatico, il portoghese ne avrebbe sedotta la moglie, che, in segno di apprezzamento, gli avrebbe poi regalato un sacchetto dei preziosi semi.

Vero o falso, la produzione brasiliana oggi copre il 30% del fabbisogno mondiale, quasi esclusivamente di varietà arabica.

Per il Brasile si tratta della voce principale del PIL, nonostante i Governi abbiano più volte cercato di proteggersi dai rischi di una monocoltura, agendo sullo stoccaggio e sulla differenziazione.

Dal 1950, infatti, le vendite all’estero sono in continua diminuzione, a causa dell’accesso sui mercati di chicchi a costi inferiori, come quelli provenienti dall’estremo oriente.

Vietnam – not my cup of tea

Il Vietnam conosce il caffè grazie alla dominazione europea. I primi tentativi di produzione utilizzano la varietà arabica, introdotta, si dice, da un prete cattolico francese. Si vide che la coltivazione funzionava, ma le condizioni climatiche e del territorio non assicuravano una produzione regolare. Si decise quindi di provare con la Robusta, adatta anche a altitudini inferiori e a terreni meno ricchi. 

Il successo fu enorme e ora il Vietnam occupa stabilmente il secondo posto tra i produttori mondiali di caffè, con una quota pari al 50% di quella del Brasile.

La conseguenza più vistosa e sofferta è stata l’abbandono di molte coltivazioni di tè.

Colombia – la star del gusto

La Colombia è il terzo produttore di caffè. Produce la varietà arabica, nelle sue sotto-varietà più pregiate. Il suo caffè è leggero, dolce, delicato e viene considerato il migliore in circolazione, anche grazie a particolari tecniche di lavorazione ed essiccazione, come la separazione molto precoce della polpa della bacca dal seme, che ne rendono unico il risultato gustativo.

Le coltivazioni sono disseminate tra Bogotà, Medellin e Cali, perfette per i terreni in alta quota, e spesso affidate a piccole fattorie indipendenti, organizzate in consorzi e che ancora effettuano la raccolta a mano.

Il Centro America – less is more

Honduras, Messico, Guatemala, Costa Rica: il Centro America risponde con forza all’appello della produzione di caffè. Insieme, tutti i Paesi di questa fascia traguardano il 10% della produzione mondiale.

Terreni vulcanici, il clima tropicale con una consistente stagione delle piogge e le zone montuose ne fanno un habitat ideale per la coffea arabica. A ciò si aggiunge una grande attenzione alla qualità del prodotto che ne fa uno dei caffè più amati.

L’Oriente – quando servono i muscoli

India, Indonesia, Cina, con la loro orografia variegata, gli spazi enormi e il clima tropicale si sono inseriti, in tempi relativamente recenti, nel mercato della produzione di caffè. 

Basti pensare alla regione cinese di Yunnan, in cui il caffè ha sostituito la coltivazione di molti altri prodotti. Il caffè, infatti, presenta una resa, sia in termini produttivi che economici, tale da scalzare qualsiasi concorrenza.

La varietà coltivata è la Robusta, dal sapore intenso e dall’aspetto cremoso, preferita dagli amanti del caffè forte, quello che tiene svegli per l’intera nottata. È spesso utilizzata per irrobustire miscele a base di arabica.

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